Prima di tutto avere coraggio e fiducia in sé stessi

“Come ho fatto a fare una startup?”. Con questo titolo venerdì all’Università di Asti ha preso il via il primo appuntamento organizzato da Astinnova per dare impulso alla divulgazione di informazioni ed esperienze sull’innovazione.
In questo caso le esperienze umane e professionali di alcuni giovani imprenditori si sono incontrate con due classi degli ultimi anni dell’Istituto Superiore “Castigliano”, accompagnate per l’occasione dal professor Francesco Contalbi, che già qualche tempo prima aveva manifestato il suo interesse per un contatto attivo a favore dei suoi allievi che avesse come tema di fondo nuovi modi di pensare al proprio futuro lavorativo. L’idea di trasmettere entusiasmo e voglia di fare è riuscita, soprattutto grazie al tono amichevole e convivialescelto da tutti i partecipanti alla mattinata.

Elisa Simonelli, Project Coordinator presso l’Incubatore dell’Università di Torino, ha raccontato prima la sua esperienza personale, che l’ha portata a ricoprire il suo ruolo attuale in 2i3t quasi per caso, e poi ha spiegato agli studenti quali sono le dinamiche – spesso casuali – attraverso le quali si realizzano i progettid’innovazione. Qualche minuto è stato dedicato anche a illustrare le principali funzioni di un incubatored’impresa.

Tra gli imprenditori, Francesco Medda ha parlato di come ha dato vita a Scloby, uno strumento web che permette l’emissione di scontrini fiscali e fatture, ma anche la gestione di inventari e campagne promozionali tramite tablet, smartphone e pc.
Matteo Lana e Rocco Tartaglia hanno raccontato la loro storia di appassionati di videogames che oggigestiscono Tiny Bull Studios, un’azienda specializzata nella realizzazione di videogiochi per supporti mobile (smartphone, tablet, etc.).

Marco Bestonzo, con naturale talento narrativo, ha coinvolto i ragazzi nella storia di Intoino, l’azienda di cui è Founder e CEO, e che oggi, dopo aver attraversato in lungo e in largo l’Europa tra riconoscimenti, premi e vittorie nelle principali selezioni di startup innovative (ultimo il primo premio Global Startup Challenge al Webit Congress 2013 di Istanbul, 6-7 novembre 2013), propone una lista di app per permettere di programmare il dispositivo Arduino e consentire a chiunque di creare senza fatica strumenti personalizzati per dare libero sfogo all’inventiva, divertirsi e migliorare la propria vita, come un dispositivo che ci avvisa attraverso twitter quando le nostre piante a casa devono essere annaffiate.

Marco Nicola, il più giovane della famiglia di noti restauratori Nicola di Aramengo, ha raccontato come è nata Adamantio, una startup che opera nel settore delle datazioni dei beni culturali attraverso gli strumenti e le tecniche più avanzate, e che oggi è già ben collocata nel suo mercato; ma ha anche detto di come ancora sogni di sviluppare progetti per l’utilizzo intelligente del bamboo, un materiale dalle applicazioni più innovative.

Giulia Valente ha raccontato la sua esperienza con Stefano Cravero nella fondazione di Tacatì, la loro web application che dalla vittoria della start cup Regione Piemonte è oggi diventata uno strumento per la vendita di prodotti Km.0 attraverso punti vendita collocati sul territorio e che ha trovato importanti sostegni economici per il suo sviluppo.

Tutti gli imprenditori, dopo aver liberamente raccontato la loro esperienza, hanno risposto alle domande di Silvio Porcellana e alle mie, che ruotavano intorno alle principali vicende, problemi e criticità che si incontrano sul loro percorso di creazione d’impresa.

Molto in comune è emerso alla domanda “chi te l’ha fatto fare..”, perché tutti hanno risposto che fare impresa è una soluzione di vita che non si imbocca per scelta ponderata, ma che si prende d’istinto, con una buona dose di coraggio e fiducia in sé stessi.
Poi a ruota sono emersi i temi critici del “fare startup”, dalle difficoltà di disciplinare la propria idea per tradurla in un business produttivo di ricavi, al trovare i fondi per finanziarla, fino alla selezione dei collaboratori e soci; tutti punti su cui c’è stata uniformità d’interpretazioni nel dire che i primi anni di vita di un’impresa sono molto duri e che occorre una buona dose di stacanovismo per affrontarla.

Dai giovani del Castigliano è giunta una dimostrazione di interesse, e tra le fila è anche spuntato un episodio di startup “spontanea” di una delle ragazze del corso di Moda, Dorothy, che dopo aver ricevuto in regalo un piccolo cane, ha iniziato a produrre per lui piccoli abiti fatti artigianalmente, facendo poi il salto verso il web e mettendo i suoi prodotti su ebay, con alcune vendite già portate a termine con successo. Una mattinata che è iniziata come un racconto di vite e di esperienze e che alla fine si è concluso in un dialogo a briglia sciolta sull’innovazione, come si sperava nelle intenzioni di Astinnova.

E’ parso che si sia aperto un interessante canale di comunicazione tra chi già fa impresa in proprio o presso un incubatore e i giovanissimi della prima scuola astigiana chiamata a questo tipo di evento. Sicuramente un’occasione di confronto e di divulgazione sui temi del lavoro e dell’innovazione che offre un interessante spunto per le prossime iniziative.