Ma che razza di roba è il lavoro collaborativo al giorno d’oggi?

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Sul web si parla spesso di lavoro collaborativo; se ne parla utilizzando questo concetto in vari modi: tecnologie per il lavoro collaborativo, strumenti informatici per il lavoro collaborativo; ma soprattutto “piattaforme per il lavoro collaborativo”, titolo di cui si fregiano ormai diversi contesti presenti in rete. L’impressione è che l’interesse per questa nuova dimensione del “working on line” si basi soprattutto sulla sensazione di ciò che si può fare unendo vari strumenti disponibili in rete, primi fra tutti i social network, e combinandoli tra loro per ottenere qualcosa di nuovo e di utile; qualcosa per chi con la rete ci vuole lavorare, oltre che socializzare; soprattutto qualcosa per chi ci vuole lavorare con gli altri.

Ad Asti sopraggiunge lo stesso ravvivato interesse per questo tema. Dopo le esperienze degli scorsi mesi all’università più di una iniziativa si sta occupando del tema. Ne riparleremo.

cowork

Ma torniamo al tema generale. Cosa è il coworking? Il concetto abituale è quello di spazio e di organizzazione “fisica” del lavoro. Ma non è tutto qui. Ciò che qui voglio sottolineare è anche il passo successivo, ossia le modalità innovative per ri-organizzare un lavoro che manca, reimpiegando competenze e reinserendo nel mercato il proprio know-how unito e combinato a quello di altre persone.

Non sembra, però, che del lavoro collaborativo sia stata data una definizione adatta alla dimensione 2.0 in cui tutti oggi viviamo. Siamo fermi alla definizione classica, nata ben prima che nascesse l’informatica, che significa “lavorare insieme”, e, ancor più, profondere il massimo impegno affinchè un soggetto possa ottenere il meglio dal lavoro di gruppo e, viceversa, il gruppo possa ottenere il massimo da ciascun elemento che lo compone.

A grandi linee il concetto originario resta, e non v’è dubbio che le dinamiche della collaborazione siano state teorizzate e sperimentate da tempo; ma sono i mezzi che ora sono cambiati notevolmente (fino a 20 anni fa in pochi avevano a disposizione internet), e i paradigmi della collaborazione stesi decenni addietro non è chiaro se siano ancora tutti validi.

Dunque per ora vi lascio in un modo non molto ortodosso, ma spero stimolante. Con una domanda: “come si traduce oggi il lavoro collaborativo nella dimensione 2.0 del web?”.