Lavoro collaborativo: AstInnova firma una convenzione con Asti Studi Superiori e università del Piemonte Orientale

coworking

Tra Consorzio Asti Studi Superiori, Astinnova e Università del Piemonte Orientale è stata da poco stipulata una convenzione per dare vita ad uno spazio di lavoro collaborativo, ma anche laboratorio di sperimentazione e fabbricazione digitale. Complice un interesse comune delle tre realtà ad unirsi per la realizzazione di questo progetto, le premesse paiono subito buone, in quanto ciascuno è in grado di offrire qualcosa di diverso, ma funzionale al raggiungimento dell’obiettivo.

Uniastiss si è impegnata a procurare uno spazio dove realizzare l’iniziativa e le attrezzature necessarie, dall’accesso completo alla rete internet, fino a strumenti tecnologici specifici, come i circuiti Arduino e le stampanti 3D. Inoltre il Consorzio si adopererà per rendere conoscibile l’iniziativa a vari interlocutori, dagli studenti, alle aziende e professionisti, fino a disoccupati e pensionati, facendo appello alla sua ampia rete di contatti sul territorio.

Università del Piemonte Orientale offrirà supporto per richieste e necessità legate ai fondi da acquisire con bandi per la finanza agevolata, fondo perduto o altre forme, ma metterà anche a disposizione le sue reti nazionali e internazionali di collaboratori e partner per lo sviluppo dell’iniziativa.

Astinnova, in linea con i suoi obiettivi, vorrebbe giocare in questa partita il ruolo di aggregatore di conoscenze e competenze innovative. Metterà a disposizione le proprie risorse interne per l’attuazione tecnica, con varie azioni che andranno dalla valutazione delle proposte, dei profili e delle idee da inserire nei laboratori, fino alla gestione organizzativa, tecnologica, tecnico-economica dell’iniziativa nel suo complesso, e dei singoli progetti che ne nasceranno. L’associazione darà anche supporto di mentoring e tutoring per la gestione e valorizzazione del lavoro collaborativo e della sperimentazione.

Ma, in sintesi, che si farà?
Volendo fare appello agli inglesismi, non per moda o tendenza, ma per un minimo di conformità a come ci si intende nel resto del mondo, questo progetto può essere definito sia come un cowork-lab, che come un fab-lab, in quanto detiene componenti di entrambi. Aggiungerei: con una certa vocazione al potenziamento e valorizzazione del capitale umano, che di solito non fa parte di questi tipi di inizative.

È Cowork-lab, dunque, perché sarà uno spazio di lavoro condiviso per soggetti con competenze diversificate. Si farà lavoro collaborativo sia in loco che in rete, sia con i coworkers del lab che con altri coworkers presenti in altri laboratori esterni. Si useranno metodi e strumenti di lavoro per la collaborazione, soprattutto attraverso la rete internet, a partire da tecnologie per essere sempre connessi con un network di persone che possono aiutare a orientare e migliorare idee e progetti. Si farà mentoring e tutoring, sia online che in loco, per reinventare, riutilizzare, scambiare e acquisire competenze.

Vi sarà la possibilità di capire come combinare e unire idee per scoprire nuove opportunità di sviluppo, anche nella forma di iniziative imprenditoriali. Chiunque potrà essere idoneo ospite del cowork-lab, dallo studente al pensionato, purchè interessato a seguire programmi volti ad esplorare opportunità di collaborazione, che saranno la chiave di valore dell’iniziativa.

È anche Fab-Lab, ossia laboratorio di progettazione reale e virtuale, che offrirà strumenti di lavoro per la prototipizzazione, ma che sarà anche un luogo di sperimentazione di nuovi prodotti.
Le due componenti si svilupperanno in sinergia, perché non vi è luogo dove si collabora in cui non sia anche necessario poter costruire, elaborare, sperimentare.
Il cowork-fablab sarà dunque un luogo dove si potranno fare molte cose: provare a sviluppare le proprie idee e progetti, soprattutto unendosi ad altri per farlo meglio, trovare spunti per volgere le proprie competenze a qualcosa di completamente nuovo, imparare a collaborare, come chiave per riqualificarsi per il lavoro del futuro, recuperare e riciclare le proprie conoscenze ed esperienze, trasmetterle ad altri e funzionalizzarle ad un progetto redditizio.

Insomma le linee di sviluppo sono tracciate. Aspettiamo dunque che la macchina si metta in moto per poter dare concretezza al progetto.

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