“Città intelligenti”, Asti scende al 58esimo posto. Quanto pesano internet e innovazione

Asti scende al 58esimo posto nella classifica delle Smart Cities italiane stilata da ICity Lab, promossa e pubblicata da FORUMPA.

La classifica, che offre anche uno strumento gratuito permanente per la diffusione di dati ottenuti dinamicamente, in cui ciascuno può analizzare e impostare confronti, monitora una serie di indicatori e si fraziona nelle dimensioni Economy, Living, Environment, Mobility, People e Governance.

Asti era 46esima nel 2013 e dunque passa nella parte bassa della classifica che vede sul podio Milano, Bologna e Firenze e fanalino di coda Crotone al 106esimo posto. Alessandria, che faceva peggio di noi lo scorso anno, risale 10 posizioni e si ferma a quota 51.

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La ricerca conferma il divario nord/sud e attesta Asti in fondo alla classifica del Piemonte, appena davanti a Verbania (61), e quint’ultima tra le città del centro-nord. Fanno peggio Imperia, Rovigo e Massa.

Ma quali sono le condizioni che influenzano queste classifiche?

La ricerca, accanto ai fattori standard che vengono monitorati nelle varie dimensioni, tiene conto anche di “fattori smart”, attribuendo un peso decisivo a innovazione e diffusione della tecnologia e di internet.

“I centri piccoli e medio piccoli – si legge a commento del report – sono penalizzati dalle logiche di agglomerazione di molte dinamiche innovative”.

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Vediamo degli esempi  di questi nuovi fattori e sul loro ambito di influenza.

Nella categoria “Economy”, che monitora la Competitività e prende in esame produttività, imprenditorialità, qualità lavoro, direzionalità, credito e internazionalizzazione è fattore smart l’Innovazione intesa come diffusione, ricerca e sviluppo, brevettualità, connessione in rete, comportamenti innovativi, relazionalità internazionale.

Quando si parla di “Living” si parla invece di Vivibilità nel senso di sicurezza personale, assistenza sanitaria agli anziani, cura dei bambini, opportunità lavoro, rischio povertà. Qui è diventata decisiva la connessione (adeguamento infrastrutture e qualità servizi), e la vitalità (sharing economy, attrattività, intrattenimento, internazionalizzazione).

Nella dimensione “People”, che indaga qualità del capitale umano (istruzione, vita culturale) e sociale (solidarietà, fluidità mercato lavoro, multiculturalità, equilibrio di genere) sono determinanti invece l’utilizzo di ICT (connessione ed utilizzo internet, attività in rete, informatizzazione scuole).

Per la “Governace” infine, che si occupa di partecipazione (astensionismo e fiducia nelle istituzioni) e qualità amministrativa (stabilità economica, capacità gestionale, associazionismo, equilibrio di genere), è fattore smart l’utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione, rendicontazione e partecipazione (open data, siti, canali comunicazione, twitter).

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